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Zampogna |
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● Le quattro varietà morfologiche di zampogna diffuse in Calabria sono ancora oggi costruite e suonate in ambito popolare, nonostante la temibile concorrenza dell’industriale e meccanico aerofono a mantice detto organetto, che, introdotto nella musica tradizionale soprattutto nel periodo a cavallo delle due guerre mondiali, si è affermato con forza nell’ultimo cinquantennio, quasi sempre a scapito del più antico ed interessante aerofono ad ancia e alimentazione a riserva d’aria. Per designare la zampogna, rimasta comunque nell’immaginario popolare “u strummentu” per eccellenza, nella Calabria meridionale si usa quasi sempre il termine plurale ciarameddi, che ne evidenzia la natura polifonica. Infatti i ciarameddi calabresi (a differenza delle cornamuse, le loro “cugine” settentrionali) appartengono al modello di zampogna tipico dell’Italia centro-meridionale, connotato dalla presenza di due canne melodiche e di bordoni (2, 3, in certi rari casi 4) impiantati in un unico blocco di legno tronco-conico (testali, bussola) che funge da collegamento con l’interno dell’utri, il sacco di pelle di capra. Le ance dunque (semplici o doppie a seconda del tipo di zampogna e/o dell’area geografica della regione) sono alloggiate all’interno del blocco di legno e, sollecitate dall’aria che l’utri raccoglie, vibrano contemporaneamente producendo un suono continuo.
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