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Giuseppe Scordino, studente del liceo scientifico nato a Siderno il 1 Giugno del 1988, vive con la famiglia a Bosco S. Ippolito popolosa frazione del Comune di Bovalino.  Sin da giovanissimo si pone al servizio della parrocchia, inizialmente sotto la guida spirituale di Padre Donato De Piccoli, successivamente sotto quella di Padre Adriano Baratto anch’egli francescano appartenente all’Ordine dei Frati Minori Veneti.  E’ Socio di “Arkhé” Associazione Culturale dello Ionio e membro del Comuitato Ippolitese per i Festeggiamenti di S. Martino, due realtà associative con sede in Bosco S. Ippolito, che operano culturalmente e socialmente per il bene della comunità.  Il ricordo di Padre Donato ha lasciato un segno profondo nella sua vita tale da spingerlo a seguire le orme dell’umile frate Francescano.  Compiuti gli studi liceali Giuseppe Scordino lascerà quindi la sua famiglia e la sua gente per seguire la sua vocazione: entrare in convento e diventare Frate Francescano.  Se Dio lo vorrà un giorno vi farà ritorno e ad attenderlo ci saranno i suoi amici di sempre, la sua famiglia, la parrocchia.  Bosco sarà nuovamente “in festa” come il giorno in cui Padre Donato e i suoi amatissimi fedeli diedero inizio ai lavori per la costruzione della nuova chiesa”.

 

 

www.arkheweb.it - Sito ufficiale di "Arkhé" Associazione Culturale dello Ionio - Bosco S. Ippolito, Bovalino (RC)

 

Prefazione

 

   “Voglio diventare frate francescano”

Questa è una delle prime cose che mi ha detto Giuseppe Scordino quando l’ho conosciuto, cinque anni fa, sui banchi della prima classe del Liceo Scientifico di Bovalino, quale sua insegnante di Italiano e di Latino.

   Ho pensato che fosse una delle tante idee che passano per la testa quando si è bambini a tredici/quattordici anni c’è chi vuol fare il calciatore, chi il pilota di “Formula Uno”, chi l’attore o l’astronauta ma, col passare del tempo, si acquista maturità e si diventa molto più realisti.

Giuseppe, no. Giuseppe ha deciso da bambino e persevera ancor oggi, è sempre più convinto. Vuole farsi frate.

   Fin da piccolissimo, passo passo, come un’ombra, seguiva Padre Donato dovunque egli andasse, ma soprattutto attorno all’altare, a servire Messa appena ha potuto, sempre in chiesa.

   In tanti se lo ricordano, ricordano il garbo e la cura che ci metteva e ci mette ancora ora nel servizio alla Mensa del Signore, come ministrante.

   Era timido e riservato, quasi introverso, quando l’ho conosciuto, schivo e solitario.

   Un “ragazzo di campagna”, che coltivava pomodori e broccoletti.

Anche oggi “parla” con le piantine, nell’orto di casa, e piange per  la sua gatta, “Cata”,  morta avvelenata e conserva nel cuore questa sola, grande passione, entrare in convento e diventare un francescano.

   Non so cosa P. Donato abbia fatto né so chi realmente egli fosse, l’ho conosciuto poco e di sfuggita, ma so che il suo passaggio su questa terra decisamente non è stato vano, se è riuscito a trasmettere l’entusiasmo e la gioia di seguire Francesco d’Assisi e , quindi, di servire Cristo, ad un fanciullo semplice e ingenuo, che col tempo è diventato un uomo

   Le pagine, che si snodano per sette capitoli (come i giorni della creazione, i peccati capitali e i doni dello Spirito Santo), sono state vissute con gli occhi di un bambino, che di tutto si stupisce e per tutto si commuove e, ora, sono state scritte con il cuore, con i sentimenti di un giovane che si affaccia alla vita, nel mondo degli adulti.

   Non c’è pretesa letteraria, né intento di scrivere una biografia ben documentata e obiettiva, anche se Giuseppe ha consultato varie “testimonianze” orali e scritte.

   Giuseppe, con queste righe, vuole “fare memoria”, ricordare e far ricordare in chi legge quei venticinque anni trascorsi con P. Donato.

   Non c’è retorica, né sentimentalismo nelle sue parole, ma desiderio di condividere ricordi con chi l’ha conosciuto e presentarne la figura autentica a coloro che non l’hanno conosciuto direttamente.

   E’ il modo di Giuseppe per dire “grazie” a “papà” Donato, ancora dopo dieci anni dalla sua scomparsa.

Il frate non c’è più, ma la sua opera continua…

 

Aprile 2007

Anna Costa

 

 

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LIBRO DEDICATO A TUTTI COLORO CHE HANNO CONOSCIUTO PADRE DONATO

 

Si ringraziano:

 

Prof.ssa Anna Maria Costa

Agostino Magoga

Agostino Versaci

Andrei Alexandrovic Palmisano

Elisabetta Morandin

e tutti gli ippolitesi che hanno collaborato alla stesura e alla pubblicazione del libro.