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Padre Donato De Piccoli

 

 

 

 

 

 

www.arkheweb.it - Sito ufficiale di "Arkhé" Associazione Culturale dello Ionio - Bosco S. Ippolito, Bovalino (RC)

 

di Ferdinando Rocca

(Avvenire di Calabria, 6 giugno 1988)

 

 

Bosco S. Ippolito   Lo ricorderanno come un semplice e umile servitore della Chiesa, un instancabile lavoratore che ha messo al servizio della comunità ippolitese la sua intera esperienza religiosa, civile e soprattutto umana.  Padre Donato De Piccoli, un frate trevigiano di umili origini, è stato il protagonista di una svolta decisiva nella storia di questa popolosa frazione del comune di Bovalino.  Quando venticinque anni fa fu nominato parroco, a Bosco S. Ippolito vivevano stabilmente circa 700 persone.  L’emigrazione degli anni precedenti verso i paesi del Nord Italia e la lontana America aveva temporaneamente risolto l’annoso problema dell’occupazione e bloccato al tempo stesso la crescita demografica, civile e culturale di quella frazione.  Nessuno avrebbe potuto prevedere che col passare del tempo il numero dei suoi abitanti sarebbe considerevolmente aumentato e grazie anche all’instancabile opera di Padre Donato quella piccola frazione, a dir poco dimenticata, sarebbe socialmente e culturalmente cambiata.  Con lui ebbero inizio i lavori per la costruzione della Chiesa di S. Martino con annesso un festoso campanile di 27 metri, il piccolo teatro e l’asilo dotato di varie attrezzature per il divertimento e l’educazione dei più piccoli.  Allo spirito intraprendente di Padre Donato si devono inoltre altre importanti opere quali l’altare dedicato alla Madonna di Lourdes, la piccola Chiesa di Belloro, la piazza S. Giovanni Bosco con al centro la statua del Santo protettore dei giovani.

  E’ su questa piazza, simbolo dell’amicizia e della fratellanza, che alcuni giovani affiliati all’A.N.S.P.I., Associazione Nazionale S. Paolo Italia, hanno voluto che si ricordasse la figura e l’operosità eccelsa di Padre Donato attraverso una serie di giochi tradizionali, canti, balli e la proiezione di alcuni filmati riguardante la storia di questa contrada nei venticinque anni di permanenza del grande padre.  Così domenica 31 maggio 1998, a un anno esatto dalla sua scomparsa, Bosco ha voluto manifestare la propria riconoscenza in onore del compianto parroco.  Presente anche S. E. Giancarlo Bregantini Vescovo della Diocesi Locri Gerace, a presenziare il rito di benedizione di un busto dedicato alla sua memoria.  La cerimonia, tanto attesa dalla comunità di Bosco S. Ippolito, sarà ricordata dalla moltitudine dei presenti come un alto gesto di riconoscimento nei confronti di un infaticabile trevigiano che amava tanto la Calabria e i calabresi.

  Pochi anni prima del suo decesso il buon frate era stato costretto a lasciare la Calabria in seguito ad un grave infarto che improvvisamente lo aveva colpito.  Dall’ospedale di Saccolongo in provincia di Vicenza, presso il quale era stato urgentemente ricoverato, egli scriveva pensando ai sui amatissimi calabresi: “In questo momento così solenne voglio raccontare della bontà, della bravura e della generosità dei miei carissimi calabresi.  Si parla spesso dei loro difetti, perché non dire al mondo del bene che c’è in questi miei fratelli”.  I calabresi sono dunque bravi, buoni e generosi e Padre Donato non aveva mai smesso di pensare a loro tanto che il responsabile di quella clinica, che aveva pienamente compreso lo stato d’animo del frate, aveva sostenuto la necessità di un suo immediato trasferimento in Calabria, in quella terra che era ormai diventata la sua patria e dalla quale non poteva più separarsi.  Fu così che Padre Donato fece ritorno in Calabria, a Bosco S.- Ippolito, dove ad attenderlo stava un gruppo numeroso di gente venuta da ogni parte.  Qui il vecchio Padre, stanco e seriamente ammalato, doveva ancora realizzare l’ultimo e il suo più grande “sogno”: dotare il festoso campanile della Chiesa di S. Martino di un grande e meraviglioso “concerto di nove campane”, unico in tutta la Calabria.

 

 

 

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