|
|
|
La Chitarra battente |
||
|
|
● Chi si interessa di musica popolare, in particolar modo in Calabria, sa che la “chitarra battente”, assieme alla “zampogna”, costituisce lo strumento tipico per eccellenza. Di chitarre battente esistono due tipi: il modello tradizionale costruita dal XVIII secolo in poi dalla famiglia “De Bonis” di Bisignano (CS) e solo di recente da Bruno Marzano che vive e svolge la sua attività di liutaio a Bosco S. Ippolito; il modello cosiddetto “a fondo piatto” di cui un particolare esemplare, chiamato “a chitarra du vinu” era largamente diffuso nell’area ionica. Tuttavia non tutti sono concordi nel considerare “a chitarra du vinu” una vera e propria chitarra battente. Alcuni ricercatori etnomusicologi pensano si sia trattato in realtà di una normale chitarra, cosiddetta “francisi”, adattata a chitarra battente, poiché l’acquisto della vera chitarra battente, relativamente costosa per via della sua complicata tecnica di costruzione, non era di fatto economicamente accessibile ai numerosi suonatori prevalentemente di estrazione contadina. ● La chitarra battente a fondo piatto, anche se si trova da qualche decennio in un evidente stato di crisi, vanta ancora nelle Serre , nella Locride e nella Piana di Gioia Tauro un buon numero di suonatori di estrazione contadina e di esperti esecutori dei repertori di canto polivocale che sono ad essa intimamente legati. Gli etnomusicologi l’hanno fino ad oggi profondamente disprezzata (ma c’è da dire che pochi mesi fa A.Ricci e R.Tucci, nella seconda edizione della Capra che suona, Squilibri, Roma 2004, hanno dato segni di ravvedimento raccogliendo le sollecitazioni di chi li aveva bonariamente presi in giro accusandoli di “razzismo organologico”), considerandola soltanto una semplificazione della chitarra a fondo bombato costruita dai liutai De Bonis di Bisignano. ● I due modelli hanno in comune l’accordatura, la tastiera allineata al piano armonico, l’eventuale ”rosa” decorativa, il ponticello mobile, la spezzatura della tavola e l’attaccatura delle corde posta nella fascia inferiore (bisogna osservare che in Calabria meridionale in realtà esistono due tipi di accordatura; le corde della chitarra battente a fondo piatto sono pure metalliche e tutte sottili dello stesso calibro ma quasi sempre prive di raddoppi, fanno eccezione le chitarre di Badolato che montano 4 cori di corde doppie, che in passato potevano essere cori tripli. Per l’approfondimento di questi ed altri argomenti vedi V. Santagati, Quattro corde ed un terzino, Reggio Calabria 2001 e V. Santagati-A.C. Villani A catarra do vinu, da più di due anni in corso di stampa presso l’editore di Udine Valter Colle, campione europeo di irreperibilità). ● Bruno Marzano, che produce chitarre battenti a fondo piatto rifacendosi a modelli reperiti a Badolato e costruiti da falegnami di quella località, ha il merito di aver capito, avvalendosi pure delle sue capacità di musicista, che le caratteristiche morfologiche degli strumenti di solito non sono casuali o frutto di soluzioni di ripiego. E’ stata quasi sempre la ricerca di un suono deciso e “allegro” che coincidesse con i desideri dei suonatori ad orientare nel secolo scorso ottimi liutai come Francesco Palumbo di Seminara e Bruno Pisani di Serra San Bruno verso le fasce strette e i fondi piatti. La chitarra battente “meridionale” probabilmente non è il segno della decadenza di un sapere costruttivo ma uno strumento con una precisa identità timbrica ed organologica. ● Rifacendosi ad uno strumento di Costantino De Bonis, Bruno Marzano ha costruito anche chitarre battenti a fondo bombato e sta avviando una produzione ispirata alla scuola liutaria di Corigliano Calabro. Le chitarre battenti reperite in quest’ultimo centro, tutte anteriori al 1935, rispetto ai prodotti della liuteria bisignanese presentano un maggior numero di doghe, la curvatura del fondo più accentuata, una minore profondità della cassa armonica e una spezzatura della tavola molto meno pronunciata. Inoltre lo strumento di Corigliano è l’unico che monti 5 cori di corde (tutti doppi ad eccezione di quello centrale). Nel rimanente territorio regionale la chitarra battente è a quattro cori, con la frequente aggiunta del terzino, un bordone acuto tirato da un bischero collocato nel manico all’altezza del nono, dell’ottavo, del settimo o del quinto tasto. Vedi, se la trovi, la tesi di laurea di Girolamo Garofalo La chitarra battente a Corigliano Calabro. Lo strumento, il repertorio, Università di Palermo, Facoltà di lettere e filosofia, anno accademico 1985-86).
| Home | Mission | Le attività | Gli eventi | Il territorio |Contatti | News | |
Chitarra battente a fondo bombato modello "De Bonis"
Chitarra battente a fondo piatto modello "Cannatelli"
Antica chitarra battente a fondo bombato dell'area cosentina
Rosetta |