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A Chitarra du Vinu |
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Si è svolta domenica 13 febbraio a Bosco S: Ippolito, frazione del Comune di Bovalino, la 1a rassegna di musica e strumenti popolari dal titolo “A Chitarra du Vinu”. La manifestazione promossa dall’Associazione Ippolitese, che già in altre occasioni si è interessata di tradizioni popolari, ha voluto essere un omaggio alla cultura e alla musica popolare calabrese, in particolare della costa ionica, dove pare abbia avuto in passato grande diffusione la cosiddetta “chitarra du vinu”. Si tratterebbe in sostanza di un tipo particolare di chitarra battente a fondo piatto, costruita e diffusa grosso modo in tutta l’area della Locride. Chi si interessa di musica popolare, in particolar modo in Calabria, sa che la “chitarra battente”, assieme alla “zampogna”, costituisce lo strumento tipico per eccellenza. Di chitarre battente esistono due tipi: il modello tradizionale costruita dal XVIII secolo in poi dalla famiglia “De Bonis” di Bisignano (CS) e solo di recente da Bruno Marzano che vive e svolge la sua attività di liutaio a Bosco S. Ippolito; il modello cosiddetto “a fondo piatto” di cui un particolare esemplare, chiamato appunto “a chitarra du vinu” era largamente diffuso nell’area ionica. Tuttavia non tutti sono concordi nel considerare “a chitarra du vinu” una vera e propria chitarra battente. Alcuni ricercatori etnomusicologi pensano si sia trattato in realtà di una normale chitarra, cosiddetta “francisi”, adattata a chitarra battente, poiché l’acquisto della vera chitarra battente, relativamente costosa per via della sua complicata tecnica di costruzione, non era di fatto economicamente accessibile ai numerosi suonatori prevalentemente di estrazione contadina. Non sono per nulla d’accordo con questa tesi gli organizzatori e gli ospiti della manifestazione, tra cui Bruno Marzano e soprattutto Valentino Santagati, ricercatore etnomusicologo, nonché suonatore di “lira” e “chitarra battente”, autore del libro “Quattro corde e un terzino” dedicato appunto alla chitarra battente nella ionica. Secondo quest’ultimo “a chitarra du vino” sarebbe dunque realmente esistita in quanto chitarra battente vera e propria e il suo utilizzo risulterebbe largamente diffuso soprattutto nell’area della Locride, come dimostra l’ampio repertorio musicale rinvenuto legato a questo strumento. I promotori sono sicuramente soddisfatti del successo della manifestazione. Secondo alcuni si è trattato di uno tra gli eventi culturali più interessanti e significativi che Bovalino abbia saputo esprimere negli ultimi anni. A convincere il pubblico presente della bontà e soprattutto della genuinità del repertorio musicale presentato, sono stati i suonatori e cantanti come Cinzia Villani (pugliese), Mimmo Audino, Sergio Schiavone (catanzaresi), Domenico Morello, Sebastiano Pangallo (reggini), oltre ai numerosi altri musicisti pervenuti (diciannove in tutto) i quali, ognuno a suo modo, ha voluto portare la propria testimonianza e il proprio contributo alla manifestazione. La presenza di musicisti ed esperti di musica popolare proveniente da ogni parte della Calabria ne ha confermato il successo e la volontà, da parte degli organizzatori, di ripetere in futuro l’esperienza.
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